I fagioli di Naturae: dalla semina al raccolto, fino all’approdo in tavola

I fagioli di Naturae: dalla semina al raccolto, fino all'approdo in tavola

Phaseolus vulgaris è il nome scientifico che indica il fagiolo comune, il quale appartiene alla famiglia delle leguminose Papellionacee.

Si tratta di una pianta annuale, avente origine in America centrale. La sua coltivazione ha origini antichissime, risalenti a 7000 anni fa, in Messico.

Furono scoperti da Cristoforo Colombo e portati in Europa da spagnoli e portoghesi.

Attualmente si contano più di 500 varietà diverse di fagioli. Per quanto riguarda il nostro Paese, il ventaglio di scelta è particolarmente ampio, infatti ogni regione vanta la propria varietà particolare di fagiolo.

Si passa dai più famosi cannellini, borlotti, rampicanti o nani (di Vigevano) agli zolfini, toscanelli e coco (in Toscana), lamon (Veneto), fino ad ai fagioli di Controne (in Campania).

I fagioli sono un alimento dalle favolose qualità nutrizionali, infatti per 100 gr di prodotto cotto, possiedono soltanto 364 calorie.

Sono ricchi di carboidrati e hanno un ridotto contenuto di grassi. Contengono inoltre discrete quantità di calcio, ferro, fosforo e potassio. La buccia invece è ricca di fibra, ottima per stimolare il corretto funzionamento dell’intestino ed aumentare il senso di sazietà. Sono quindi un valido sostituto della carne, ottime per questo in caso di dieta vegetariana o vegana.

In passato venivano considerati “la carne dei poveri“.

Contengono inoltre lecitina, ottimo alleato contro l’eccesso di colesterolo nel sangue, impedendo il deposito dei grassi.

Il periodo di semina dei fagioli si colloca nei mesi primaverili, mentre il periodo di raccolta inizia in estate, fino ad inizio autunno. Tuttavia grazie al processo di essiccazione, i fagioli sono presenti sulle nostre tavole, durante tutto l’anno.

Infine aggiungo che l’utilizzo dei fagioli in cucina si presta alla realizzazione di tantissime ricette che riescono ad adattarsi ad ogni gusto.

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