L’orto sociale vissuto dai bambini: gli occhi sorridenti di Isabella raccontati dalla madre

L'orto sociale vissuto dai bambini: gli occhi sorridenti di Isabella raccontati dalla madre

Attraverso gli occhi felici di una bambina, l’Associazione Culturale Naturae ha potuto verificare che lo spazio adibito ad orto di via San Felice può trasformarsi anche in un luogo di svago e creatività, con valenza formativa importante. Con gioia, pubblichiamo di seguito le considerazioni della dottoressa Sara Perna (psicologa e psicoterapeuta), madre della giovane visitatrice dell’orto sociale, Isabella.

L’orto è un’importante esperienza di vita che coinvolge in modo sinergico bambino e ambiente, mettendo insieme aspetti di vita pratica con contenuti formativi-pedagogici; un fondamentale strumento attraverso il quale il bambino può

  • acquisire abilità e competenze che rafforzano la percezione di sé stesso;
  • migliorare la capacità di apprendimento;
  • rafforza l’autostima;
  • favorire la socializzazione;
  • stimolare il movimento.

Con la finalità di accompagnare il bambino al gusto di esplorare l’ambiente e scoprirlo attraverso l’utilizzo dei cinque sensi, nell’orto sociale dell’Associazione Naturae si sono svolte due giornate in compagnia della piccola Isabella. 

Una breve ma intensa esperienza che ha consentito ad Isabella di 

  • manipolare ed utilizzare materiali naturali (acqua, terra, sabbia, semi, bulbi);
  • eseguire alcune fasi della coltivazione (preparare il terreno, semina, raccolta);
  • cogliere uguaglianze e differenze tra semi, piante ed altri elementi utilizzati;
  • conoscere alcune parti del fiore, pianta e foglia.

Ad Isabella è stato fatto dono di una piantina di melanzana che lei stessa ha seminato con l’aiuto degli operatori dell’associazione e di cui si prenderà cura per scoprirne tutte le fasi di crescita fino alla raccolta. 

Ci auguriamo che l’esperienza possa ripetersi anche con altri bambini affinché si possa trasmettere loro non solo l’amore e il rispetto per l’ambiente, ma anche per consentire loro la soddisfazione e la gioia di “raccogliere i frutti del proprio lavoro”. 

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